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L’Italia è un paese sotto-assicurato!

Perché non assicuriamo la casa?

Prendo spunto da questo stralcio di articolo; stiamo parlando di polizze CASA.

Quali sono i motivi principali alla base della  scarsa diffusione di questi prodotti? Secondo quanto rilevato in primo luogo un grande limite sarebbe quello dei prezzi: il 35% dichiara di aver rinunciato alla possibilità di sottoscrivere una polizza dopo averla valutata e la metà sostiene che la ragione principale riguardi l’alto costo. Non manca, in percentuale minore, chi non si ritiene fiducioso nelle compagnie e nei loro servizi, oppure chi non crede che queste soluzioni siano utili. In realtà la percezione degli intervistati rispetto ai costi risulta essere distorta rispetto alla realtà: per loro stipulare un’assicurazione casa può costare circa 500 euro, ma nei fatti è possibile sottoscrivere questi prodotti con meno della metà di questo budget.

Ecco i dati:

solamente il 34,2% delle abitazioni nel nostro paese è protetta da un’Rc casa. Nel 40% delle situazioni coloro che hanno deciso di sottoscrivere una polizza per la casa ha anche in attivo un mutuo* e ciò significa che non siamo di fronte a casi che si basano su scelte arbitrarie

Quindi, il 40% di quel 34,2% è assicurato obbligatoriamente, avendo acceso un mutuo; ciò vuol dire che soltanto il 20% (!) delle abitazioni è assicurato per libera scelta dei proprietari. 

Sui motivi che determinano questa situazione, l’articolo va ulteriormente approfondito:

  • Prima di tutto siamo eccessivamente (tar)tassati; le risorse economiche delle famiglie migrano necessariamente su altre spese non derogabili e quelle che restano (se restano) sono comprensibilmente spese per il benessere personale e della famiglia
  • Non c’è la possibilità di detrarre il costo di una polizza CASA (solo quelle contro le calamità naturali e per il solo 19% – Legge Bilancio 2018). Quindi l’investimento economico non è “invogliato”
  • Paghiamo una polizza RC AUTO obbligatoria al pari di una mensilità di mutuo o di affitto della casa; e quando si è necessariamente in possesso di più di un’auto (perché in molti casi non è un lusso, ma un esigenza) allora “l’investimento” obbligato diventa sostanzialmente oneroso, pregiudicando ogni altra iniziativa di tutela del proprio patrimonio.
  • A torto o ragione, gli assicuratori non sono apprezzati; le polizze non sono sempre chiaramente leggibili (il linguaggio è ancora troppo “assicurativo”); chi poi ha avuto esperienza di un sinistro, probabilmente si è ritenuto economicamente insoddisfatto (vero che le polizze prevedono limitazioni e che il fruitore non sempre legge ciò che acquista, perché magari vendute sapientemente bene, ma sta di fatto che la conclusione di un rimborso è spesso insoddisfacente).
  • Molti rinunciano ad assicurarsi sul più economicamente accessibile mercato on-line (senza cioè l’appoggio di un consulente) perché saggiamente dubitanti. Condivido.
  • Rivolgersi ad un agenzia è un po’ come entrare in un negozio con le vetrine oscurate; entro in questa o in quella? Quante ne devo girare per farmi un’idea? Alla fine si opta per il consiglio di un amico che ti dice di andare dove lui si è trovato bene, senza nemmeno sapere il perché (simpatia? semplice conoscenza?) per poi rischiare di trovare un’offerta a costo elevato o fuori budget e rinunciare alla ricerca (che già all’inizio, per i motivi già citati, ci vedeva sofferenti).
  • Si fa poco o nulla per diffondere la “cultura” assicurativa

Come suggerisce incautamente l’articolo, si può assicurare la casa a basso costo; devo rispondere su quanto ci si possa attendere da una polizza a basso costo? Ricordo che le Compagnie sono private e l’obiettivo societario è l’utile; inoltre operano in un mercato con poca domanda e l’offerta di un buon prodotto di massa non può che ipotizzarsi ad un costo tendenzialmente medio-alto.

Dovete poi sapere cosa succede dietro le quinte:

se una Compagnia decide di tagliare un ramo d’azienda (nel caso degli assicuratori, di non vendere più una tipologia di polizza o evitare una tipologia di rischio), la consuetudine è quella di alzare il costo della polizza; cioè, di essere presenti sul mercato con quel prodotto, rendendolo però invendibile (a tutto danno della rete agenziale di vendita).

Al contrario, ci sono Compagnie che vogliono fare cassa o, comunque, entrare in “assalto” in una certa fascia di mercato; in gergo si dice “fare portafoglio”. Acquisire clienti con polizze e proposte a basso costo con l’intento (primo) di creare clientela. E qui il “prodotto” va letto attentamente. Il servizio all’assicurato si può testare (ahimè) solo nella circostanza di un sinistro ed altresì rendersi conto di che cosa si è acquistato. Se poi al primo sinistro vi arriva una disdetta, non stupitevi.

La soluzione? Sta nell’ampio range che fortunatamente si impone tra gli estremi:

  • Tante Compagnie sono indirizzate all’attenzione verso il cliente, vendendo prodotti di polizza qualitativamente apprezzabili, tanto più perché “componibili”, e la scelta dipende dal budget a disposizione.
  • Tante Agenzie / Agenti fanno dell’attenzione al cliente la propria mission, perché in questo contesto di tutto / subito / a basso costo, decidono che la qualità è essenziale, per rendersi credibili e trattenere il cliente / restare sul mercato per lungo tempo.
  • Il servizio al cliente, nei casi di sinistro e nelle controversie, adotta soluzioni spesso orientate al cliente medesimo

E dove stanno tutte queste belle opportunità?

Chi, come me, lavora dietro le quinte le conosce; parlo di Compagnie.

E gli Agenti? Facile distinguerli: sconsiglierei l’agente d’assalto, quello che a tutti i costi vuol venderti quella polizza e ne fa soprattutto una questione di costo; consiglio invece di rivolgervi ad un Agente che, prima di tutto, si premuri di sapere da voi che cosa intendete assicurare, qual è il vostro budget, vi faccia domande più in generale sui vostri investimenti di polizza in corso e più ragionevolmente si prenda anche il tempo per fornirvi una risposta ragionata. Molto probabilmente è una persona che pensa con la vostra testa e le vostre tasche e sta cercando la soluzione più adatta al vostro caso.    

Sulla situazione cronica di una Italia sotto-assicurata, beh: direi che purtroppo la situazione rimarrà stanziale, ancora per molto tempo.